Le dune del litorale veneto: un territorio straordinario dove corrono più confini

- Tra terra e mare. Le dune e le spiagge che rendono celebre il litorale adriatico, sono il risultato dell’azione combinata della deposizione di sabbia da parte dei fiumi che giungono dall’entroterra, e dell’azione del mare e del vento che incessantemente ridepositano ed erodono. L’equilibrio dinamico che si instaura tra questi elementi determina l’esistenza stessa del litorale così come lo conosciamo, oltre ad essere alla radice della sua grande importanza naturalistica.

- Tra contesti biogeografici molto diversi. L’azione degli elementi da sola non è sufficiente a costruire un paesaggio dunale: la presenza delle piante che, con peculiari adattamenti alla vita in questi habitat estremi, colonizzano in vario modo le sabbie, è indispensabile perché una duna possa formarsi e consolidarsi. La vegetazione delle dune del nostro litorale deve la propria unicità, a livello nazionale ed europeo, al fatto di trovarsi al confine tra l’area continentale centroeuropea ed orientale, quella alpina e quella mediterranea. In essa convergono piante di specie steppiche, diffuse ad esempio nelle aree desertiche dell’Asia centrale, specie alpine portate dai grandi fiumi, specie sempreverdi mediterranee, giunte qui in epoche dal clima favorevole e poi rimaste isolate sulle sabbie dell’Alto Adriatico.

- Tra laguna e mare aperto. Spesso i cordoni dunali del nostro litorale separano il mare aperto dalle lagune, altro straordinario componente del paesaggio veneto. Questo aspetto è particolarmente evidente nei lidi veneziani, nella cui specificità possiamo identificare, oltre all’importanza naturalistica, un grande valore storico e simbolico, in relazione alle vicende che da tempo immemore legano le sorti di una città unica al mondo e della civiltà ad essa collegata a quelle delle “sue” acque e dei suoi lidi.

- Tra uomo e natura. Il litorale è il confine tra il mondo razionalizzato e produttivo dell’agricoltura intensiva dei terreni bonificati, e quello, ingovernabile, del mare, del vento e della salsedine. Le dune e la loro vegetazione costituiscono una barriera rispetto a questi elementi, della quale l’agricoltura si è ampiamente giovata. A questo ruolo protettivo vanno ricondotti i massicci impianti di pini avvenuti nel secolo scorso, cui si deve l’aspetto attuale di tante dune venete, chiamate “pinete” in conseguenza di quelle campagne di imboschimento. I problemi fitosanitari ed ecologici di questi impianti artificiali portano oggi a riconsiderare quegli interventi correggendone gli errori, legati inevitabilmente all’epoca in cui essi vennero posti in atto; è necessario ora impostare una gestione rivolta a favorire una vegetazione più naturale ed in armonia con ambiente e paesaggio, preservando al contempo le funzioni che l’uomo chiede a queste formazioni.

- Tra conservazione, sviluppo sostenibile e sfruttamento indiscriminato. Il litorale veneto è noto per le sue spiagge sabbiose e per gli insediamenti balneari, che ne hanno in larga parte stravolto l’aspetto originario. Oggi, una nuova consapevolezza ed una crescente richiesta di “natura” da parte del turista, portano alla necessità improcrastinabile di tutelare i lembi di naturalità ancora esistenti lungo la costa veneta, coniugandone il rispetto con un nuovo concetto di sviluppo turistico.

Come tutte le terre di confine, anche il nostro litorale è zona di tensione tra spinte diverse, in certi casi opposte, ma per la stessa ragione è sede di una irripetibile ricchezza e di una peculiare opportunità: quella di divenire un grande laboratorio a cielo aperto dove sperimentare e mostrare come l’attività dell’uomo possa convivere con la conservazione delle risorse naturali ed anzi trarne giovamento.

La diversità di cui esso è ospite, infatti, è motivo di complessità ma anche di ricchezza e di unicità, la cui massimizzazione è una sfida che chiama a raccolta tutti i protagonisti delle gestione di questo fragilissimo territorio.

L’azienda regionale Veneto Agricoltura e la Regione Veneto, tramite le sue unità periferiche (Servizi Forestali Regionali di Treviso/Venezia e di Padova/Rovigo), gestiscono i più importanti biotopi dunali della regione, tutti inclusi nella Rete Natura 2000: queste amministrazioni sono partner nel progetto LIFE “Azioni concertate per la salvaguardia del litorale veneto”.

Il progetto si prefigge di conservare ed incrementare la biodiversità degli ambienti dunali del litorale, attraverso interventi diretti ed indiretti a favore degli habitat naturali e delle specie, animali e vegetali, proprie di questi ambienti.

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