LITORALE VENETO
Il litorale
dell’Alto Adriatico è sede del più lungo sistema dunale
italiano (Audisio P., Muscio G., Pignatti S., 2002).
Le complesse
dinamiche legate alla deposizione di materiale sabbioso da parte
dei fiumi ed al modellamento operato dal mare, oltre alla storia
geologica dei luoghi, hanno determinato, lungo l’arco di costa
tra Grado e Rimini, la presenza di spiagge e dune la cui
continuità è interrotta solamente in corrispondenza di foci e
delta fluviali e delle bocche di porto lagunari.
L’ampia
disponibilità di lidi sabbiosi ha favorito, soprattutto dalla
seconda metà del novecento, lo sviluppo di una fiorente
industria turistica che ha pesantemente colonizzato questo
tratto di costa italiana, determinando la scomparsa di vaste
aree naturali dalla maggior parte del litorale, la conversione
ad uso balneare di spiagge e dune, l’interruzione delle
dinamiche dunali spontanee e la fortissima espansione edilizia
in corrispondenza dei maggiori centri balneari, alcuni dei quali
sorti ex novo (ad esempio Bibione).
Il litorale
veneto si inserisce in tale ambito geografico con un lungo arco
costiero di circa 100
km, compreso tra la foce del Tagliamento a nordest ed il delta
del Po a sud. Nonostante la frammentazione dovuta
all’urbanizzazione turistica, lungo questo tratto di costa
permangono elementi di rilevante interesse naturalistico: nel
Veneto si trovano infatti, all’interno dei S.I.C. oggetto del
progetto LIFE, i lembi più significativi e meglio conservati di
territorio dunale dell’intero Adriatico centro settentrionale.
L’elevato
valore naturalistico del litorale sabbioso alto adriatico è
correlato alla presenza di peculiarità vegetazionali e
floristiche legate alla posizione geografica del territorio in
oggetto, crocevia tra il distretto mediterraneo e quello
eurosibirico. A livello fitosociologico, spicca l’originalità a
livello europeo delle sue vegetazioni, tra le quali si
riscontrano, in base a Gehu et al., 1984, 3 associazioni
endemiche (Sileno coloratae-Vulpietum membranaceae,
Tortulo-Scabiosetum, Junipero communis-Hippophaetum
fluviatilis) ed una subassociazione endemica (Eriantho
schoenetum nigricantis, var. a Trachomitum venetum). Lo
studio sopraccitato è stato condotto da un team di esperti
francesi ed italiani ed è stato commissionato dal Consiglio
d’Europa. Le conclusioni di tale documento
sottolineavano, già nell’ormai lontano 1984, l’insostituibilità
delle peculiari vegetazioni alto adriatiche a livello europeo, e
la necessità improcrastinabile di porre in atto misure di
salvaguardia e di ripristino.
La fascia
dunale del litorale veneto, in particolare, assomma ulteriori
elementi di interesse quali
-
La
presenza di singolari biotopi con caratteristiche di unicità
a livello nazionale, per le peculiari sovrapposizioni di
componenti vegetazionali e floristiche afferenti a unità
corologiche assai diverse, quali ad esempio la zona della
foce del Tagliamento presso Bibione (VE)
-
La
prossimità della costa veneta all’arco alpino e la stretta
correlazione tra foci dei maggiori fiumi, arenili sabbiosi e
sistemi dunali
-
La
profondità della fascia dunale che, nonostante la forte
sottrazione di spazio operata dall’agricoltura da un lato e
dal turismo dall’altro, rimane in molti dei siti considerati
maggiore di quella riscontrabile nelle altre regioni
adriatiche. Si tenga conto infatti che nel Friuli Venezia
Giulia la fascia dunale corrisponde ad una sottile striscia
che separa le lagune di Grado e Marano dal mare aperto e non
reca esempi significativi di dune consolidate con
vegetazione legnosa, mentre il litorale a sud di Rimini
presenta una sottile striscia sabbiosa priva di
significativi scampoli di vegetazione dunale, essendo il
territorio antropizzato e caratterizzato da vie di
comunicazione fino ad una distanza assai esigua dal mare
(Audisio P., Muscio G., Pignatti S., op.cit.) : tale
situazione si protrae fino quasi al Gargano.
-
La
frequente vicinanza e la stretta correlazione funzionale con
i complessi lagunari e vallivi che caratterizzano in modo
forte e peculiare tanta parte della costa veneta, conferendo
ad essa una notevole valenza naturalistica in relazione agli
aspetti faunistici oltre che vegetazionali
-
La
presenza di numerosi biotopi dunali fossili, testimonianza
dell’evoluzione passata della linea di costa
-
La
vicinanza a luoghi di grande interesse culturale e
socio-economico e la potenzialità per conservare un
patrimonio biologico tale da conferire, unitamente ai valori
storico culturali ed economici, un carattere di unicità
pressoché assoluto a questo contesto territoriale.
Inquadramento cartografico dei siti di intervento
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